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mercoledì 3 novembre 2010

IL PELLEGRINAGGIO…UN MOMENTO DI CAMMINO E DI INCONTRO CON DIO

Il richiamo dei Santi, testimoni di Cristo nella storia antica e recente, o della Vergine Maria, nei luoghi che ne hanno evidenziato una tangibile presenza, sono da sempre un mezzo che il Signore offre per ricondurre a Lui tanti che si dicono cristiani spesso solo superficialmente, per non parlare di molti non credenti. La Chiesa ha sempre riconosciuto in questo una preziosa occasione di rievangelizzazione, più che mai urgente nel nostro tempo, come hanno sottolineato recentemente Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
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Le chiese e i santuari, siano essi dedicati alla santissima Trinità, a Cristo Signore, alla beata Vergine, agli Angeli, ai Santi o ai Beati, sono forse i luoghi in cui i rapporti tra Liturgia e pietà popolare sono più frequenti ed evidenti. Il pellegrinaggio, pratica molto antica, comune a tutte le religioni e classi sociali, ha assunto in seno al Cristianesimo forme e modalità diverse, non sempre riconducibili ad un'unica tipologia, per la diversità delle motivazioni, dei luoghi, delle culture popolari nelle quali si è incarnato o da cui è scaturito. E’ noto come, oltre alla liturgia, la vita cristiana si nutra di varie forme di pietà popolare: tra di esse, il pellegrinaggio.
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Il tema del pellegrinaggio è fondamentale per il cristiano proprio perché rappresenta il corso della vita che porta in cielo. Ma in un mondo nel quale ci si muove sempre più spesso e sempre più caoticamente, a volte anche senza meta, ci si potrebbe, forse, chiedere se il pellegrinaggio cristiano rappresenti ancora una pratica attuale e significativa. "Il pellegrinaggio - scrive Giovanni Paolo II nella bolla d'indizione del Grande Giubileo del 2000, Incarnationis Mysterium, "riporta alla condizione dell'uomo che ama descrivere la propria esistenza come cammino... ed è sempre stato un momento significativo nella vita dei credenti; rivestendo nelle varie epoche espressioni culturali diverse, esso evoca il cammino personale del credente sulle orme del Redentore: è esercizio di ascesi operosa, di pentimento per le umane debolezze, di costante vigilanza sulla propria fragilità, di preparazione interiore alla riforma del cuore".
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Così inteso, il pellegrinaggio è certamente un'espressione attuale della religiosità popolare, che risponde all'ansia di ricerca iscritta nel cuore di ogni uomo e anche, non si può nasconderlo, a quel desiderio di avventura che forse tutti, almeno qualche volta nella vita, hanno sentito.
Le motivazioni del pellegrinaggio sono principalmente, anche se non esclusivamente, di natura religiosa. A fondamento del pellegrinaggio sta un'esigenza di fede, che si esprime in un movimento che vuole essere figura della conversione, premessa e preparazione ad una esperienza religiosa che ha il suo punto culminante e qualificante nella partecipazione alla vita liturgica.
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Le modalità di attuazione del pellegrinaggio prevedono, oltre la preparazione remota, l'attiva partecipazione ai diversi momenti di confessione e di celebrazione della fede, soprattutto attraverso l'ascolto e l'interiorizzazione della parola di Dio, la celebrazione dei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia, ma anche l'espressione visibile della carità e della solidarietà, il raccoglimento nel silenzio e nella preghiera prolungata, l'approfondimento catechistico.
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Questi si possono, dunque, dire, in sintesi, gli elementi del pellegrinaggio cristiano:
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- si fonda sulla centralità di Cristo, "via, verità e vita": Lui è il significato, la meta ultima a cui tendere;
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-recupera le immagini bibliche del cammino del popolo ebraico nel deserto, dei pellegrinaggi alla città Santa di Gerusalemme, vissuti anche dalla Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe;
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- è immagine della Chiesa e segno dei popoli in cammino verso Dio. Percependo se stessa come pellegrina, la Chiesa vede infatti nel pellegrinaggio un simbolo della sua condizione attuale;
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-è luogo dell'annuncio e dell'ascolto della Parola di Dio, origine e modello della Chiesa itinerante, spazio di catechesi e momento di carità. E’ momento dell'incontro con Dio, con la sua Parola e la sua grazia;
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evento di Chiesa e allo stesso tempo luogo d'incontro con l'umanità. Nella civiltà della comunicazione il pellegrinaggio, incontro con Dio, con se stessi, con i fratelli e con il creato, non solo conserva la validità di un tempo, ma è proposta preziosa per promuovere la pace e la nuova evangelizzazione;
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- non è dunque solo un evento di culto ma altresì di cultura; i pellegrini devono saper vivere il Vangelo nella storia del proprio tempo, dando risposte adeguate alle speranze dell'umanità;
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-orienta l'uomo verso una meta che supera le coordinate del tempo e dello spazio ed offre momenti di maturazione umana e religiosa.
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lunedì 11 ottobre 2010

NUOVO VIAGGIO SPIRITUALE A FATIMA E A SANTIAGO DE COMPOSTELA DALLE PAGINE DI MAGGIONI ROMEO

In questa guida scritta da Maggioni Romeo, il pellegrino può trovare tutto il necessario per vivere un’esperienza forte di fede, visitando due dei luoghi più amati e frequentati dall’intera cristianità.
Fra le apparizioni mariane, quelle relative a Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il loro racconto, tre piccoli pastorelli, i fratelli Francisco e Giacinta Marto e la loro cugina Lucia dos Santos, il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località vicino Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. A Fatima è stato edificato un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, e in seguito anche da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti del luogo, dove si recò più di una volta in pellegrinaggio.

Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore . Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Il Cammino di Santiago di Compostela è intimamente legato alla presunta tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo, anche se Giacomo morì in Palestina nel 44. Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II. Fu però il vescovo Diego Xelmirez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075 ed arricchendola con numerose reliquie.

Con indicazioni per le celebrazioni e le devozioni proprie del pellegrino, sono molte le note turistiche che ci accompagneranno in questo viaggio ricco di fascino e mistero.

http://www.libreriacoletti.it/
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